random |||

Dracula contro il fratello di Viudez

La famiglia Fedor lascia l’Ungheria per il Venezuela alla fine della seconda guerra mondiale. Mezzo secolo dopo László Fedor è sposato con una venezuelana, Maritza Alejandrina Flores, e ha due figli. Nell’estate del 2001 il quindicenne Nicolás Ladislao Fedor Flores, soprannominato Miku dalla sorella, è in vacanza in Spagna: per mantenersi in forma si allena con le giovanili del Sueca, attira l’interesse di diverse squadre spagnole e non torna più in patria. In vent’anni di carriera ha segnato una tripletta in Europa League (Valencia-Stabaek 4-1, 27/08/2009), giocato in Champions League con la maglia del Celtic, vinto l’Indian Super League con il Bengaluru. A gennaio l’Academia Puerto Cabello ha pagato la clausola rescissoria all’Arenteiro, squadra della terza serie spagnola, e così Miku, che ancora mastica un po’ di ungherese, quel che serve per parlare con la nonna e non perdersi a Budapest, potrà finalmente, a 38 anni di età, giocare nel suo paese natale.

Quando, qualche settimana fa, ho letto del ritorno di Iturbe al Cerro Porteño, ho subito ripensato a quella doppietta al Colo Colo vista su uno streaming di dubbia qualità, alla cavalcata fino alla semifinale contro il Santos di Neymar, ai gol del Pistolero Roberto Nanni e mi è venuta voglia di Coppa Libertadores, che riparte proprio in questi giorni con il primo turno preliminare, in genere molto meglio della finale perché non ci sono squadre brasiliane che per qualche motivo schierano Felipe Melo. C’è, invece, un esotico scontro tra Academia Puerto Cabello e Defensor Sporting.

Creatura dell’allora sindaco di Puerto Cabello Rafael Lacava, cittadino onorario di Crognaleto, in Abruzzo, già ambasciatore venezuelano in Italia e oggi governatore dello stato di Carabobo, nonché padre di quel Matías Lacava passato dalle giovanili di Barcellona e Lazio e ribattezzato Messi venezuelano da qualche fan di Chavez con poco senso della misura, l’Academia Puerto Cabello, contraddistinta dai colori blu e arancione, gioca le partite casalinghe di campionato in uno stadio dal soprannome (Bombonerita) ancora più suggestivo del nome ufficiale (Complejo Deportivo Sociaista) e si allena in un centro sportivo in riva al mare. Forse a questo punto andrebbe aggiunto che il signor Lacava è soprannominato Dracula, ha organizzato un torneo di tennis chiamato Dracula Open”, ha inaugurato una Piazza Dracula” e che a Puerto Cabello esiste una statua di Maradona alta dodici metri. La squadra è allenata da Noel Sanvicente, tecnico con ben otto campionati venezuelani vinti nel curriculum.

Academia Puerto Cabello

Senza dubbio più sobrio il Defensor Sporting, che proprio nell’edizione di dieci anni fa arrivava fino alle semifinali con un giovane De Arrascaeta e un meno giovane Mathias Cardacio. Come sempre La Violeta pesca a piene mani da uno dei settori giovanili più rinomati dell’Uruguay e in rosa c’è un certo Pablo Viudez, ala destra molto veloce classe 2004 che, a quanto si dice, ricorda molto il più noto fratello Tabaré. Pare sia anche un grande raccontatore di barzellette, almeno secondo il giovane allenatore Martín Varini, propugnatore di possesso palla e costruzione dal basso, ex capitano del Defensor nella Libertadores Under 20 del 2012, mai riuscito a debuttare in prima squadra, ritiratosi a 22 anni di età dopo un periodo di prova con la Primavera del Varese, laureatosi in Gestione di Impresa e impegnato fino allo scorso dicembre nello staff di Pezzolano sulla panchina del Valladolid.

Per quanto riguarda le altre due partite, l’Aucas giocherà davanti al proprio pubblico. Nonostante l’inizio del campionato ecuadoriano sia stato rimandato al 1° marzo a causa della difficile situazione del paese, i tifosi giallorossi potranno assistere alla partita con i paraguayani del Nacional: con le autorità è stato infatti predisposto un percorso sicuro tra la stazione Moran Valverde della metropolitana di Quito e lo stadio Gonzalo Pozo Ripalda. L’Aucas si presenta alla seconda Libertadores della sua storia con un trio di messicani, direttore sportivo (Iván Stirk), allenatore (Gerardo Espinoza) e portiere (Édson Reséndez), e una maglia a scacchi. Per gli appassionati di anziani, il Nacional schiera tra i pali il classe 84 Antony Silva, che ha fatto in tempo a debuttare nel secolo scorso in una squadra che nel frattempo è scomparsa.

E poi ci sarebbe Aurora-Melgar. I boliviani non giocano la Libertadores dal 2009 e il presidente Jaime Cornejo si è detto convinto della superiorità della sua squadra, che dovrebbe superare senza difficoltà i peruviani. Io farei meno il guappo se il mio uomo di punta fosse Jair Reynoso, un centravanti di 38 anni che da giovane ha partecipato, recitando la parte del calciatore, a una puntata di Caso Cerrado, sorta di Forum latinoamericano (e poi è diventato davvero un calciatore). Nelle file del Melgar alcuni nomi incredibili, come il nippo-peruviano Kenji Giovanni Cabrera Nakamura o Jean Pierre Archimbaud, figlio di un giornalista che però tifa l’Alianza Lima, più o meno come se il figlio di Pellegatti giocasse nel Genoa.

Up next Tito tifa Estudiantes (?)
Latest posts Dracula contro il fratello di Viudez Tito tifa Estudiantes (?)